Il commento offre una prima lettura della sentenza Petlichev. In particolare, si ritiene che con la pronuncia commentata la Corte di giustizia abbia voluto lanciare un duplice sguardo: uno, verso i giudici costituzionali; altro, verso i giudici ordinari. Infatti, ai primi la Corte di giustizia ha rammentato che sono parte del circuito giurisdizionale e, in quanto tali, sono chiamati a dialogare con la Corte di giustizia per via dell’art. 267, comma 3, TFUE. Ai secondi, invece, la Corte di giustizia ricorda che la presunta incostituzionalità della disposizione non incide sul dialogo in via pregiudiziale. In una sentenza tutto sommato ricostruttiva, di certo un elemento di innovazione va rintracciato nella configurazione dei giudici costituzionali come giudici di ultima istanza (art. 267, comma 3, TFUE): ed è proprio questo un passaggio che disvela le difficoltà di sovrapporre le corti costituzionali a tale categoria.